Anni di Piombo

I Delle foto di Tano D’amico che ho trovato girando per il Web.

Qui trovi l’articolo di La Repubblica

Un paio mi sembrano facce conosciute:


Coppia seduta al banco di scuola, mi ricordo soprattutto lui in giro dalle parti del Mameli.


Il celerino che sembra Renzi in bello che arresta Maurizio Giannattasio (ma qui sicuramente mi sbaglio).

Se vi interessa approfondire il tema potete trovate qui il migliore documentario sulle trame di quegli anni che peraltro risale proprio a quel periodo, ma che probabilmente non è mai andato in onda nei canali RAI in mano ai partiti di governo.

Vedendo oggi queste testimonianze appare chiaro come l’italia del dopoguerra sia stata un crocevia importante d’interessi e trame internazionali che hanno orchestrato la strategia della tensione e il rapimento Moro, senza che negli anni (commissione Iotti inclusa) vi sia stata una vera presa di coscienza su quanto accaduto.

Trovo invece assolutamente deplorevole il ruolo che la sinistra extraparlamentare ha avuto (ex-brigatisti pentiti e non insieme a quelli di Lotta Continua) nel confondere ulteriormente le acque a spesa di tutto il paese. Visto che appare evidente che entrambe i gruppi fossero infiltrati e manipolati da persone legate ai servizi segreti (italiani ed esteri) e da faccendieri di varia caratura. Anche nella breve intervista D’Amico non si sbilancia sui reali contorni dello scontro che andava fotografando, anzi ne da un resoconto semplicistico, riduttivo, in chive esclusivamente emotiva. Peccato, ma forse é questo che ci rende impermeabili alle lezioni del passato, anche recente.

Chi non conosce la storia è condannato a ripeterla. (George Santayana)

Alla luce di questi fatti quello che vediamo oggi presenta per degli aspetti delle similitudini inquietanti e quindi mi sembra doveroso documentarsi in merito. Pensare che quel reticolo d’interessi politici, economici, e di classe, così capillare ed efficente si sia estinto con “la caduta del muro” mi sembra completamente ridicolo.

Buona visione

Oro nazi en Argentina y la protección del peronismo a los Nazis.

Youtube Published on Jul 22, 2013

La germania nazista durante la sconda guerra mondiale, oltre al genocidio, é stata protagonista di saccheggi sistematici a danno dei paesi occupati. Il volume e la capillarità di questi saccheggi non é mai stata (a mia conoscenza) tema di indagine e studio approfondito, a parte racconti di fantomatici treni carichi d’oro e valuta di cui non si é mai più vista traccia. Qualche anno fá invece una scoperta straodinaria é stata fatta in Germania dove un’attempato signore che conservava da decenni una collezione di quadri razziati per un valore complessivo di qualche miliardo di Euro nel suo appartamento in un quartiere medio-borghese a Monaco.
Perché a parte di alcuni casi non si é mai recuperata la “refurtiva” nazista? Chi ne é entrato in possesso? Trattandosi di miliardi di allora (oro e valuta a parte le opere d’arte) non mi é mai sembrato che questo disinteresse fosse realmente genuino.
Questo documentario argentino finalmente spiega qualche aspetto di come questa enorme refurtiva sia stata riciclata attraverso la Svizzera per poi entrare in varie economie attraverso il mondo della finanza.
Ecco spiegata dunque la reticenza ed il disinteresse a far luce su questa enorme rapina che puntualmente ha favorito le elites dei vari burrattinai che con la guerra probabilmente si erano già arricchiti enormemente.

Descrizione del video da YouTube: El video muestra la ruta seguida por el dinero que los nazis robaron a sus víctimas hasta perderse en los vericuetos del Poder en la Argentina de Perón. Resalta la trama de negocios, encubrimientos y crímenes cometidos por el régimen peronista y la protección brindada por el mismo General Perón a importantes criminales de guerra nazis y colaboracionistas.

NAZION— Nazis en Argentina

YouTube Published on Oct 1, 2016

Questo bellissimo documentario spiega come forme di Facismo e corporativismo siano presenti in Argentina sin dalla fine dell’Ottocento, a servizio di modelli nazionalistici e totalitari di varie ispirazioni e ferocia.

Prima in forma etnica, attraverso il mito della superiorità dei popoli caucasici, colonizzatori e portatori di civiltà, fede cattolica e progresso. Poi, seguendo Mussolini in Italia e Hitler in Germania, come modelli di società evoluta e di nazionalismo moderno. Per poi passare dal Peronismo e alle dittature militari, desaparecidos, bambini rubati, etc.

Va sottolineato che durante tutte queste “stagioni” la chiesa cattolica ha sempre svolto un ruolo attivo nel dare un importante sostegno e alibi morale a questo tipo di ideologie. In Europa soprattutto per non essersi schierata contro l’infamia delle leggi razziali, addirittura aiutando molti nazisti a scappare in Sudamerica, anche con l’aiuto della Croce Rossa internazionale.

Chi si trova oggi in Europa (e per certi versi negli USA) a difendere uno stato sociale assediato anche da partiti di centro-sinistra (Renzi) può facilmente dimostrare come in più di un secolo in Argentina il perseguimento di un modello corporativista (l’utopia dei neo-liberisti) non abbia sollevato un paese di enormi estensioni e ricchezze molto al disopra di altri paesi (di simile livello) del sudamerica.

Hypernormalisation

Adam Curtis, BBC 2016

Adam Curtis, che da decenni collabora con la BBC, si definisce un giornalista che produce film.

Molti dei suoi lavori si concentrano su come le elites, soprattutto in Europa e negli Stati Uniti, hanno creato un sistema di potere basato su caos e paura. Questa strategia garantisce loro il controllo di enromi interessi economici attraveso politiche autoritarie, modelli economici neo-liberisti, e con un controllo quasi totale dei mezzi d’informazione.