Anni di Piombo

I Delle foto di Tano D’amico che ho trovato girando per il Web.

Qui trovi l’articolo di La Repubblica

Un paio mi sembrano facce conosciute:


Coppia seduta al banco di scuola, mi ricordo soprattutto lui in giro dalle parti del Mameli.


Il celerino che sembra Renzi in bello che arresta Maurizio Giannattasio (ma qui sicuramente mi sbaglio).

Se vi interessa approfondire il tema potete trovate qui il migliore documentario sulle trame di quegli anni che peraltro risale proprio a quel periodo, ma che probabilmente non è mai andato in onda nei canali RAI in mano ai partiti di governo.

Vedendo oggi queste testimonianze appare chiaro come l’italia del dopoguerra sia stata un crocevia importante d’interessi e trame internazionali che hanno orchestrato la strategia della tensione e il rapimento Moro, senza che negli anni (commissione Iotti inclusa) vi sia stata una vera presa di coscienza su quanto accaduto.

Trovo invece assolutamente deplorevole il ruolo che la sinistra extraparlamentare ha avuto (ex-brigatisti pentiti e non insieme a quelli di Lotta Continua) nel confondere ulteriormente le acque a spesa di tutto il paese. Visto che appare evidente che entrambe i gruppi fossero infiltrati e manipolati da persone legate ai servizi segreti (italiani ed esteri) e da faccendieri di varia caratura. Anche nella breve intervista D’Amico non si sbilancia sui reali contorni dello scontro che andava fotografando, anzi ne da un resoconto semplicistico, riduttivo, in chive esclusivamente emotiva. Peccato, ma forse é questo che ci rende impermeabili alle lezioni del passato, anche recente.

Chi non conosce la storia è condannato a ripeterla. (George Santayana)

Alla luce di questi fatti quello che vediamo oggi presenta per degli aspetti delle similitudini inquietanti e quindi mi sembra doveroso documentarsi in merito. Pensare che quel reticolo d’interessi politici, economici, e di classe, così capillare ed efficente si sia estinto con “la caduta del muro” mi sembra completamente ridicolo.

Buona visione